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Clock giovedì 24 maggio 2012,  19:53
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Un Leader del poker! Imparate con lui!

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L’ho notato in poker stars, qualche tempo fa, ed essendo l’unico supernova elite nella poker room  attira l’attenzione! Cercando su internet ho trovato alcune cose su di lui che vi lasceranno a bocca aperta, io grazie ai suoi consigli sto facendo fortuna nel poker, pensate che solo questo mese ho guadagnato 570 euro!Giocandone 10! Vi posto ora la sua intervista al Giornale:

Paolo Luini, perito informatico diventa in sole 24 settimane campione di Texas Hold’em Nel 2010 si ripromette di puntare al tavolo verde virtuale 2,4 milioni di euro

Scodellato dal destino a Verbania, sulle rive del lago Maggiore, dopo Las Vegas e il deserto del Nevada la regione del pianeta a più alto tasso di biscazzieri e giocatori d’azzardo, Paolo Luini dimostrò ad appena 13 anni di meritarsi la cittadinanza. Era il 1988 e il ragazzino aveva ricevuto in regalo, insieme con un’enciclopedia acquistata dai genitori, uno dei primi computer, neanche un Commodore 64 ma un Mmx che salvava i dati sulle audiocassette anziché sui floppy disk. Con quello elaborò un programmino per le schedine del Totocalcio che il padre Flavio, elettricista all’Enel, era solito compilare ogni fine settimana. «Mi bastò immettere un po’ di combinazioni per azzeccare tre 13. Purtroppo papà e i suoi amici avevano la mania di modificare i miei pronostici all’ultimo momento, infilandoci quella che chiamavano “la sorpresa”, e così mancarono due 13. Comunque col rimanente 13 e due 12 saltò fuori dalla ripartizione una discreta quota, che servì per rifare il salotto di casa». È da allora che Luini, perito informatico uscito con 60 sessantesimi dall’Itis Cobianchi, programmatore di gestionali per aziende, titolare a Intra di un negozio d’informatica, forma un corpo e un’anima sola con l’elaboratore elettronico. Ma è solo dal maggio scorso che ha scoperto come il computer, se accoppiato all’intelligenza e allo studio, possa trasformare chiunque in milionario grazie alle partite di poker su Internet che adesso sono diventate il suo unico lavoro: «Considerato che cominciando da zero ho guadagnato 12.000 euro netti sia a dicembre che a settembre, e mai meno della metà gli altri mesi, conto di assestarmi stabilmente sullo stipendio più alto». Soprattutto per il 2010 conta di giocarsi al tavolo verde on line qualcosa come 2,4 milioni di euro, «e siccome non me li sparo tutti in una volta, e siccome non posso perdere sempre, e siccome anzi vinco piuttosto regolarmente, e siccome l’importante è comunque rimanere in pareggio, e siccome se putacaso finissi i soldi prima del tempo finirebbe all’istante anche il gioco per cui non corro il rischio di rovinarmi, ho calcolato che il volume di giocate quest’anno mi garantirà 120.000 euro solo di bonus». Di più non chiedetemi, perché non ci ho capito un tubo. So solo che il giovanotto, a una valutazione spannometrica, sembra avere i piedi saldamente ancorati per terra. Aggiungo che l’ho visto saltabeccare sugli schermi di quattro computer, con almeno 20 tavoli di gioco aperti e una miriade di carte lampeggianti, e che finora i proventi del poker gli sono serviti come caparra per una villetta in costruzione a Suna, dove conta di trasferirsi con la compagna Raffaella e i figlioletti Ariel e Deniel. In ogni caso vorrei risparmiarvi il feroce mal di testa che mi ha assalito durante l’intervista. Questo genere di poker che spopola sul Web – niente a che vedere con le slot machine dei bar – si chiama Texas Hold’em. Pare che sia diventato la passione segreta di Barack Obama, Bill Gates, George Clooney, John Travolta, Matt Damon, Alberto Tomba. Non è un gioco d’azzardo. Fa parte dei cosiddetti skill games, una categoria di passatempi che include bridge, backgammon, scacchi e dama, in cui l’abilità prevale sull’alea. Li ha legalizzati il decreto Bersani del 2006. Per legge l’iscrizione al singolo torneo parte da 50 centesimi e non può superare i 100 euro, le vincite sono esentasse e al montepremi va destinato almeno l’80% dei soldi raccolti, sui quali l’erario incassa un’imposta del 3%. I concessionari soggiacciono ai Monopoli di Stato. La prima poker room legale in Italia è entrata in funzione nel settembre 2008 e altre ne stanno nascendo su Internet tutti i mesi, a ritmo travolgente. Anche perché lo scorso anno gli skill games hanno raccolto 2,4 miliardi di euro, che si prevede diventeranno ben più di 3 nel 2010. Ogni mese si disputano 10 milioni di tornei. Insomma, un delirio collettivo.


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