Quali titoli per investimenti il più sicuri possibile
In teoria sarebbe possibile investire in tutta sicurezza, grazie alla varietà degli strumenti a disposizione; ma in realtà non è così facile, perché gli operatori hanno poco interesse a proporre strumenti sicuri, semplici, a basso costo; c’è poi da aggiungere il naturale comportamento dei risparmiatori, ampiamente studiato dagli esperti di finanza comportamentale, i quali tendono spesso a scegliere la via più complicata…
Se si decide di non essere disposti a perder neanche un centesimo in nessun momento, ci si deve accontentare comunque di rendimenti contenuti stando alla larga dai mercati finanziari, luogo dove i prezzi sono notoriamente oscillanti (spesso per motivi oscuri); gli strumenti ideali sono in questo caso i conti di deposito, libretti postali o bancari, buoni postali: si potrà liquidare in ogni istante l’ investimento senza alcuna perdita e con piccoli margini di guadagno nominale.
Ecco il punto: nominale, non reale! Sul lungo periodo, anche chi è totalmente avverso al rischio deve rendersi conto che a causa dell’ inflazione una reale protezione e rivalutazione del capitale, con questi strumenti, potrebbe non esserci. Quindi bisogna entrare nei mercati finanziari e nel mondo delle probabilità: scegliere nel mercato quei prodotti che con ottima probabilità porteranno a difendere e rivalutare i propri risparmi in termini reali nel futuro, anche a costo di alcuni rischi di perdite nominali di breve periodo; l’ importante è avere la possibilità di non essere condizionati dal dover avere per forza la possibilità di poter liquidare in ogni istante l’ investimento senza perdite e non avere esigenze di spese nel breve termine: bisogna pianificare adeguatamente le proprie finanze, in autonomia o con l’aiuto di esperti, combinandole con le necessità familiari e personali.
A questo punto, tra gli investimenti di lungo periodo che offrano buoni margini di sicurezza (cioè, con possibilità contenuta di oscillazioni di prezzo e zero rischi di default), la scelta è tra titoli a tasso nominale o titoli a capitale indicizzato all’ inflazione; i BTp per esempio sono del primo gruppo ed offrono un rendimento pari all’ inflazione attesa ( decisa dalle autorità, e molto spesso più bassa di quella reale, non sempre ma in una serie storica sì) più un premio per il rischio assunto: si possono avere anche con questi strumenti dei buoni risultati per quel che riguarda la protezione reale del capitale, ma sono meno certi. Con i titoli del secondo gruppo invece la cedola si calcola su di un capitale costantemente rivalutato grazie all’ inflazione dell’ area euro; tra di essi i Btpei e gli OaTei francesi: con questi la rivalutazione del capitale è al minor rischio possibile.
VI sono poi titoli a cedola variabile e agganciati a tassi di mercato a breve termine ( CCT, emissioni sopranazionali con cedola indicizzata al tasso Euribor…): buone possibilità di copertura dalle oscillazioni dei mercati, ma la protezione del capitale reale non è garantita.
In ogni caso, scegliendo durate non troppo lunghe,il rischio dovuto alle certe oscillazioni dei prezzi nei mercati finanziari si può ridurre: se la scadenza delle obbligazioni è più prossima, sarà più contenuto il fluttuare delle quotazioni.
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domenica 12 febbraio 2012,
08:16 




















