
A pochi giorni dal rilascio della prima beta ufficiale,previsto per il 18 Marzo,siamo andati a scoprire come è stata plasmata la nuova versione della distribuzione “debian-based” Ubuntu e si è messo in evidenza come Ubuntu sia la versione Linux più semplice da utilizzare(in termini informatici si parla di user-friendly) in tutte le sue caratteristiche. Essa chiude il ciclo aperto dall’ultima versione LTS(Long Term Support),introducendo i vecchi utenti e potenziali nuovi utenti ad una nuova versione del sistema operativo completamente rivista rispetto la vecchia LTS,supportata per due anni.
A seguito del boot iniziale di sistema ci ritroviamo con ambiente grafico
GNOME, v. 2.29.91 per la Alpha-3 che gli stessi sviluppatori chiamano 2.30 RC(Release Candidate),che dunque sarà la versione di default per il nuovo Sistema Operativo,e che peresenta ancora una volta un desktop a due pannelli:

- pannello superiore: dove ritroviamo le applicazioni divise per categorie, e dei menu per la gestione delle caratteristiche di sistema;
- pannello inferiore: dove vengono ridotte le applicazioni , dove viene permessa la navigazione fra le varie finestre e il sistema di navigazione tra i desktop.
Evidenti cambiamenti rispetto le precedenti release
Analizzando la nuova distribuzione,possiamo osservare subito:
- NUOVO MOZILLA FIREFOX: alla versione 3.6 con la possibilità di selezionare un proprio tema Personas;
- GESTIONE DIRETTA DELLE INFORMAZIONI UTENTE: è possibile inserire direttamente informazioni aggiuntive e cambiare la password di login semplicemente cliccando sul proprio nome utente nel pannello superiore.E’ inoltre possibile effettuare un veloce passaggio di stato sul proprio social network o sul proprio client di messaggistica istantanea;
- GWIBBER CLIENT:interfaccia utente che permette di interagire direttamente con il proprio Social Network(anche piu di uno);

- PiTiVi VIDEO EDITOR: un editor per creare le proprie compilation audio/video preferite.

Come scaricare l’alpha 3 di Ubuntu?
Per scaricare l’alpha 3,in caso vorreste averne un esperienza propria,potete scaricare l’immagine ISO direttamente da
qui.
Una breve ma importante parentesi: Il “solito” discorso dell’efficienza contrapposta all’efficacia di un Sistema Operativo
Per una lista completa dei cambiamenti rispetto le precedenti versioni si rimanda alle
blueprints(non sono altro che delle miles del progetto ubuntu) visionabili direttamente
qui. Sarà impressionante osservare come lavora un team di sviluppo come quello di Ubuntu. Noterete infatti che ci sono miles ad alta priorità,approvate e già implementate ma anche miles che sono approvate il cui status realizzativo(che non necessariamente coincide con quello implementativo,ma con tale termine si intende anche tutto il lavoro di progettazione delle varie miles indicate)è espressamente indicato.
Tale discorso mostra la trasparenza di un team di sviluppo che produce un prodotto open-source: anche questo è un potenziale vantaggio,ossia la possibilità di poter visionare come evolve una miles (cliccando sulla miles interessata abbiamo tanto di documentazione integrata e grafici che mostrano le varie dipendenze funzionali da cui dipende tale componente) e contribuire direttamente a migliorare il sistema(utenti piu esperti producono software per il sistema che viene valutato e approvato direttamente dalla comunità di sviluppatori) e dunque non limitarsi a valutazioni
after-release, che anche lo stesso Ubuntu adotta, per testare la funzionalità e la praticità di noti sistemi operativi o software
closed-source(si pensi alla tecnica detta tecnica di feedback a seguito di installazione di sistemi operativi o di software) che comunque sono altrettanto validi strumenti per la verifica della correttezza di un applicativo software in generale.
In generale,come ben noto in informatica, il termine efficienza si schianta contro il termine efficacia,per cui è l’utente finale che può scegliere tra l’uno e l’altro sistema operativo. Un utente finale attento sa dunque che è importante capire quanto lavoro c’è sotto l’uno o l’altro sistema,e in base a tali fattori che effettivamente ha bisogno sceglie ciò che più si modella sulle sue richieste funzionali.
Salvatore De Simone