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Clock venerdì 18 maggio 2012,  14:51
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L’Italia supererà la crisi?

"Nei più ottimisti continua ad esser vivo il desiderio di "fare impresa", ma con l'ostacolo di costi troppo alti da sopportare."


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CRISI: è decisamente questa la parola più pronunciata da qualche mese a questa parte e con un’unica accezione. Se fino a qualche tempo fa erano in voga espressioni come “crisi sentimentale”, “crisi mistica”, “crisi esistenziale” adesso invece si parla solo e soltanto di “crisi economica”, di quella crisi che ha messo in ginocchio l’Italia intera, che preoccupa tutti indistintamente, giovani e meno giovani, ma soprattutto poveri e benestanti. C’è chi ha perso il lavoro e chi si è indebitato, chi ha ridotto i consumi oppure, per paura di spendere, evita addirittura di entrare nei negozi. Queste situazioni si vivono in famiglia, o colpiscono la cerchia dei propri amici, e si teme di (s)cadere nelle stesse condizioni.

Ma il perimetro della crisi economica che sta attraversando l’Italia è molto più ampio; sono tante le piccole rinunce che riguardano la vita di tutti i giorni: una persona su tre, ad esempio, sta progressivamente riducendo le attività del tempo libero e le spese per i propri hobby. Mentre, parallelamente, c’è anche chi, per far fronte a situazioni di difficoltà, oppure per mantenere il precedente stile di vita, ha dovuto chiedere un prestito a genitori, parenti o amici.

Le situazioni di maggiore difficoltà si riscontrano soprattutto nei ranghi del lavoro dipendente e, in particolare, tra gli operai. In questa categoria, circa la metà – ben più della media – ha rinunciato ad acquisti già messi in preventivo, oppure ha ridotto uscite e divertimenti; per non dimenticare poi quella fetta, piccola ma pur sempre considerevole, di italiani che contano in famiglia situazioni di cassa integrazione, mobilità o riduzione dell’orario di lavoro; chi invece un lavoro non ce l’ha si sta rassegnando alla disoccupazione. Chi, d’altro canto, ha accantonato qualche risparimio, si chiede invece, se convenga continuare a conservare il daoro in banca o piuttosto portarselo a casa al sicuro sotto il materasso. Un ultimo riferimento merita poi quella grossa fetta di Italiani che, dopo aver trascorso una vita a lavorare e versare contributi vive il disagio della incertezza della pensione.

Nei più ottimisti continua ad esser vivo il desiderio di ”fare impresa”, come si sente dire spesso, di aprire un’attività, rilevarla, oppure gestirla,  ma con l’ostacolo di costi troppo alti da sopportare! La domanda allora sorge spontanea:”USCIRA’ VITTORIOSA L’ITALIA DA QUESTA CRISI?”. Il futuro  è incerto, si sa, ma una cosa è senz’altro sicura : gli Italiani ce la stanno mettendo tutta, stanno stringendo i denti e continuano a  fare sacrifici, più d’uno anche i salti mortali, nella speranza di un futuro migliore per l’Italia, affinhè la nostra nazione esca quanto prima risollevata da questa situazione critica.

 



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