Continua la
guida al mutuo per l’ acquisto della casa di MondoNotizie.info. Nell’ articolo precedente avevamo scritto che se un
mutuo a tasso variabile può essere più conveniente nell’ immediato, si rischia però, nel futuro, di avere una rata più alta rispetto ad un
mutuo a tasso fisso, con gravi conseguenze per chi si fosse indebitato al limite delle proprie possibilità. Vediamo meglio questa situazione, osservando bene i tassi di riferimento.

Ora il
costo del denaro è ancora molto basso, ma già sta tornando a crescere: l’
Euribor ad un mese è ormai un decimo più alto sui minimi del 2010, l’ Euribor a 3 mesi di un decimo e mezzo; l’
Eurirs, il parametro per i mutui a tasso fisso, è invece sceso di tre decimi, toccando il minimo del decennio. Nonostante ciò, la differenza tra i tassi fissi e i tassi variabili premia ancora i secondi: i variabili, a 20 anni, sono al 2,1%, i fissi sono al 4,8%; facendo delle ipotesi volutamente pessimistiche, con costi dell’ Euribor nel futuro mediamente 3 punti oltre gli attuali un mutuo a tasso variabile di 100.000 euro ventennale farebbe risparmiare 17.000 euro rispetto ad un mutuo a tasso fisso, 30.000 se trentennale, 12.000 se ventennale a tasso variabile ma con
cap al 5,5%, 28.000 euro se trentennale.
Attenzione però: stiamo parlando del totale sui 20 o 30 anni del mutuo; un altro discorso è invece la
sostenibilità della rata, che può aumentare considerevolmente nel corso del tempo ed essere non più sostenibile, come le vicende degli ultimi anni hanno dimostrato ( per i dettagli, vedete la
prima parte della guida al mutuo). Da considerare anche che dopo la crisi finanziaria del 2008 le
banche concedono i
mutui per l’ acquisto della casa solo se si forniscono forti requisiti di reddito e di valore dell’ immobile ipotecato, che molto spesso si devono sottoscrivere ulteriori prodotti offerti dall’ istituto (aasicurativi, finanziari) o anche divenire clienti a tutto tondo dell’ istituto bancario (dato che sono spariti gli istituti
specializzati in mutui).